Un pò di rispetto e di verità.

Un pò di rispetto e di verità.

Al di là delle opportunità contingentali che avranno indotto l’UE ad affidare compiti prestigiosi a Tusk, resta il fatto che il Presidente Crocetta sicuramente conosce benissimo la storia d’Italia e della Polonia.
passo n. 1:

Il re polacco Giovanni III Sobieski pone fine all’assedio di Vienna del 12 settembre 1683 ad opera dei Turchi;
diversamente essi avrebbero cambiato il volto tutta l’Europa, dopo averla resa islamica come un immenso kossovo.
30’000 Polacchi contro 140’000 Ottomani!

passo n. 2:

l’eroico generale Jan Henryk Dąbrowski nel 1807 arriva dalla Polonia, già smembrata due anni prima da Austria, Prussia e Russia, in soccorso di Napoleone Bonaparte nella sua Campagna d’Italia!
I soldati polacchi in terra italiana incitano poi il loro eroe generale a lanciarsi “dalla terra italiana alla Polonia”, come recita l’inno nazionale Polacco!
Stranamente, unico caso al mondo, l’inno nazionale italiano e quello polacco citano a vicenda le due nazioni in guerra contro l’usurpatore.Quello del Mameli cita:
“già l’Aquila d’Austria le penne ha perdute, già il sangue d’Italia e il sangue polacco bevè col cosacco ma il cor le bruciò”.Presidente Crocetta: dovrebbe obbligare tutti i Suoi sudditi a leggere i versi dei due inni nazionali: è semplicemente un condensato di storia e di vero eroismo.

Passo n. 3:

il generale polacco Józef Antoni Poniatowski soccorre Napoleone nella campagna di Russia con circa 100’000 uomini!

Passo n.4:

aprile 1944, dopo gli estenuanti insuccessi a Montecassino, lungo la linea Gustav, in cui gli Alleati persero migliaia di uomini senza riuscire a sopraffare i paracadutisti tedeschi, veri specialisti della guerra, il generale Anders chiese ed ottenne uomini speciali, nelle cui vene scorresse sangue e non acqua: 51.9642 soldati polacchi + 1200 muli ciprioti.
Alla conta mancavano stranamente 10’000 ufficiali polacchi: Stalin li fece massacrare a Katyn!.

Solo il sacrificio umano di questi polacchi, spinti dall’odio contro i nazisti e i comunisti, riuscì a sopraffare i tedeschi che il 18 maggio improvvisamente si ritirarono.
Dopo qualche anno la fine del conflitto mondiale ai piedi del “Monte Calvario”, dove tanto sangue fu versato, fu costruito un grandissimo cimitero per i 1200 soldati polacchi là caduti.
Sulla cima fu eretto un obelisco sul quale una scritta tutt’oggi recita queste tristi e toccanti parole:
Polacchi_MonteCalvo

“Per la nostra e la vostra libertà noi soldati polacchi demmo l’anima a Dio, i corpi alla terra d’Italia, alla Polonia i cuori”.

La vita di Woityla.. Tutti la conosciamo..

Signor Presidente Crocetta, Lei che è un Eroe Antimafia, che gode del mio massimo rispetto, sa benissimo queste cose, vero?
E allora, in un’Europa smidollata, con un’America indifferente e un Putin assetato di territori, una Turchia che rinnega l’evidenza l’evidenza della Storia, che forse finanzia l’Isis e che si scaglia contro un Papa credibile, Ella dovrebbe ordinare una tonnellata di ottimo aceto e far costruire una fontana all’uscio del palazzo dei Normanni, per permettere a tutti coloro che intendessero parlare a sproposito dei Polacchi, di sciacquarsi la bocca prima di parlare contro di essi.
E’ infatti più probabile che al mite Tusk venga qualche idea razionale, piuttosto che non ai Suoi colleghi di Roma o di Strasburgo.
Mi dispiace, ma qui è la Storia che parla incontestabilmente, e ci sono troppe lapidi che non possono essere ignorate o manipolate.

Leggete attentamente la storia del generale polacco Anders su wikipedia, soprattutto come venne ignorato, per le vostre stupide ragioni politiche, dal presidente della repubblica italiana, e come vennero ignorati dagli inglesi i suoi eroici soldati, preferendo fare gli onori militari a quelli dell’armata sovietica!

Anders, rifiutato dalla Polonia comunista, visse e morì a Londra, ma volle essere sepolto nel cimitero militare polacco di Montecassino.

Un pensiero su “Un pò di rispetto e di verità.

  1. Festa del 25 aprile 2015 alla piazza del Quirinale.
    La RAI invia Saviano proprio al cimitero militare polacco, il quale rievoca esattamente quanto ieri da me qui scritto e alla fine inquadra la tomba del generale Anders
    Ved. il filmato Rai dal minuto 19′ in poi:
    Roberto Saviano e la Battaglia di Montecassino

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