28 gennaio: I Santi del Calendario : TOMMASO D’AQUINO

Scopo di queste riflessioni e’ solo quello di coinvolgere il maggior numero di
lettori, nell’unico intento di prestare attenzione alla Storia, mal studiata alla
scuola, ma unica maestra di vita.
Certo, dicono che la Storia sia scritta dai vincitori, ed e’ vero, ma esistono
Storie sicuramente scritte ne’ dai vincitori, ne’ dai vinti, anzi, probabilmente
dai vinti: sicuro tra queste e’ la Storia dei Santi e dei Martiri.
E il calendario oggi resta l’ultimo retaggio che quotidianamente di suggerisce
di interessarci alla Storia.
Oggi 28 gennaio é dunque la ricorrenza di S. Tommaso d’Aquino.

Mi si rievoca in mente l’immagine che ce ne diede al liceo classico il nostro
docente di storia della filosofia:
Tommaso, dotato di grande mole fisica, si fece costruire un tavolo con un intaglio
speciale, onde poter accomodare la sua grande pancia.
A distanza di svariati anni, mi rendo conto che le materie letterarie dovrebbero
essere studiate e insegnate da professori di fisica o di matematica, in quanto
solo nella consapevolezza degli odierni strumenti mentali, e’ veramente possibile
osservare il lungo travaglio subito dai grandi pensatori del passato, nel cercare
di rispondere alle domande della filosofia e della fisica.
Il prof. Oddifredi ne e’ un esempio calzante.
In parte vale anche il viceversa: a volte i matematici e fisici contemporanei
sottovalutano o ignorano la valenza della lettura delle opere originali dei grandi
pensatori del passato come Aristotele, Platone, Eraclito e per l’appunto S. Tommaso
d’Aquino e a seguire, i matematici e fisici degli ultimi secoli.
In breve, solo a distanza di tempo ci si accorge di quanto utili possano essere
stati gli studi classici.

Per l’uomo di oggi é molto difficile sintonizzare le proprie categorie mentali con
quelle dei suoi antenati di 800 anni fa, e l’unica maniera possibile é allora quella
di rintracciare quanto in comune oggi abbiamo col modo di pensare di ieri.

Il quadrante occidentale dei pensatori del passato é caratterizzato dall’influenza
del potere del cattolicesimo ed i Santi ne furono il massimo esponente.
Rintracciare la storia di un Santo immerge il ricercatore immediatamente nella Storia
di quella data.

S. Tommaso d’Aquino rappresenta in modo assoluto un punto nodale del pensiero
filosofico, che può benissimo fissare una cerniera tra il medio evo e i tempi
moderni rinascimentali.
Nato nel 1225 nel castello di famiglia del padre, il conte Ladolfo, a Roccasecca,
contea d’Aquino, il futuro dottore della Chiesa, o doctor angelicus, nel 1239
frequentò a Napoli lo studium generale (oggi università) fondato il 5 giugno 1224
dall’imperatore Federico II di Svevia con una lettera inviata da Siracusa, che
rappresenta la piu’ antica università laica statale del mondo.
Lì Tommaso poi insegnerà Teologia presso il convento di S. Domenico Maggiore (fondato
dal un nostro conterraneo Tommaso Agni da Lentini nel 1231) per un triennio a
partire dal 1271.
Divenuto frate predicatore dominicano, dopo furibonde traversie coi familiari che
ne contrastavano l’ordinazione, fu inviato a Parigi nel 1245 a completare
i suoi studi di teologia per un triennio presso il convento dei Dominicani e poi
a Colonia, dove Alberto di Bollstädt (Alberto Magno) insegnava e meritandosi il
titolo di Bue muto di Sicilia, per la sua enorme mole fisica, accompagnata dalla
sua grande umiltà.
Successivamente si dedicò al ruolo di predicatore tra gli universitari ed il popolo,
distinguendosi per doti di simpatia e di chiarezza.
La mole dei suoi studi è praticamente infinita, il cui compendio sta nella Summa Theologiae.
Si contraddistinse fondamentalmente per aver introdotto in un’epoca scientificamente
buia, l’arte del confutare, oltra a quello della lettura e dell’insegnamento.
Dobbiamo allora renderci conto che la sua epoca era contraddistinta dall’assenza
di ogni concezione scientifica dell’universo, delle sue leggi, e pur anche di alcune
categorie mentali, solo successivamente proposte da Kant, e oggi di pubblica portata, quali
quelle di energia, di spazio-tempo, di campo, mirabilmente definite dal Einstein.
In poche parole, la fisica era incarnata alla filosofia e la fisica teorica alla
teologia, per non parlare della medicina, spesso incarnata alla magia.
L’epoca di Tommaso, fu caratterizzata da enormi cambiamenti, con nuove ondate di
sviluppo sociale, filosofico (la novità filosofica del razionalismo naturalista)
ed artistico, che vide la nascita dello stile gotico e delle sue incredibili strutture.
La nuova ondata di benessere mise in condizione di rievocare gli antichi personaggi
rimasti nell’ombra, grazie alle risorse della cultura araba, riproponendo ad
esempio Aristotele e l’uso della ragione e delle leggi della logica.
E all’uso della Ragione aristotelica che Tommaso fa riferimento.
Questo è un punto fondamentale, in quanto si parte dal fissare una metodologia
che rappresenta l’archetipo di quella scientifica: il razionalismo naturalista,
dottrina che introdusse le leggi naturali per spiegare la realtà, considerata
dapprima come prodotto dello Spirito e del Trascendente.
Col ché ci si riconduceva direttamente ad accezioni mentali tipiche dell’antica
filosofia greca dei sec. VII e VI a.C., tra cui il grande Democrito, che arrivò
a definire gli atomi come enti meccanici , non sottoposti ad alcun principio
spirituale, ma unicamente a leggi fisiche soggette al nesso di causalità.
Riemerse il riso di Democrito versus il pianto di Eraclito, codificatore del
secondo principio della termodinamica, dell’aumento dell’entalpia: “panta rei”
Platone e poi Aristotele riposero il problema tra il mondo spirituale e quello
materiale, il primo con i suoi Principi primi, e il secondo con la sua Entelechia
e con particolari leggi interiori, differenti da quelle fisiche esterne,
atte quindi a determinare la Sostanza.
Recentemente si deve al Gilbson l’interpretazione tomistica dell’Essere, vera
base della costituzione della Metafisica: Dio come “Esse ipsum subsistens”,
in rotta di collisione con Aristotele che afferma nella sua metafisica :
«Non c’è nulla la cui essenza sia l’esistenza, perché non c’è un genere di cose
che siano le cose che sono».
Queste disquisizioni impegnarono le migliori menti del passato, per comprendere
la Realta’, sia quella fisica che quella spirituale.
L’unico binario conduttore furono le regole della logica che, in presenza di ovvi
postulati ricavati dall’esperimentazione sensoriale, condussero al razionalismo e
al naturalismo.
Solo quando l’umanita’ si concentro’ nell’analisi delle leggi naturali attraverso
il metodo sperimentale, molte categorie mentali ritenute inviolabili furono a poco
a poco sostituite con altre, che oggi riterremo ovvie, ma che in fin dei conti
sono solo costruzioni mentali che un probabile osservatore del prossimo millennio
giudicherà con un sorriso arcaiche e ingombranti.
Vale per tutte la riflessione che l’ingegnere di oggi e’ convinto di ricondurre
tutto alla geometria euclidea, parlo delle forze che vengono schematizzate su una
struttura, o le pressioni.
La nuova fisica invece preferisce ricondurre queste grandezze ad una dimensione
duale e non geometrica e con cio’ spariscono le forze come vettori , che subentrano
come gradienti di campi di gravitazione, o di deformazione.
Resta inteso che le leggi della logica continuano a valere, con la Ragione
asservita al metodo sperimentale, mentre al tempo di Tommaso essa era considerata come
emanazione dell’Essere, entità  metafisica.
Dispiace allora che in parecchie attività del pensiero e delle azioni attuali,
in svariegati campi applicativi, si rinunci all’utilizzo delle categorie che la
scienza moderna mette a disposizione di tutti, ricorrendo ancora in modo rischioso
alle sole categorie tomistiche, sicuro utili nell’ambito della filosofia o della
teologia, ma non del tutto in quelle del Diritto e delle Scienze Naturali.
Interessante allora e’ osservare la sorte dell’Essere che presupponeva entità
assolute, non corruttibili, se pur materiali.
L’Essere tommasiano subi’ le notorie distorsioni ad opera di Hegel e tutte le
conseguenze ideologiche e politiche.
Oggi con l’avvento del pensiero heinsteiniano, la scissione definitiva tra materia
e psiche puo’ sicuramente collocare la categoria filosofica dell’Essere in quella
di Campo, entità fisica sede della propagazione delle onde elettromagnetiche e
degli effetti gravitazionali, senza la presenza dell’etere cosmico.
Quindi oggi il Campo sicuramente assume l’unica valenza metafisica, in quanto
dietro al campo nulla e’ fisicamente concepibile.
Il campo e’ sede della materia e dell’energia.
Interessante allora sarebbe coinvolgere nelle nuovi concezioni della Realtà
formidabili pensatori come Tommaso e come Giordano Bruno.