LE MEMORIE DI NAPOLEONE BONAPARTE

Napoleone Bonaparte morì a Sant’Elena il 5 maggio 1821.

Il 14 luglio successivo furono pubblicate le sue memorie da un manoscritto pervenuto da Sant’Elena e pubblicate a Parigi dall’editore Baudouin, rue Vaugirard, N8 36, ossia in appena 70 giorni dalla sua morte! Un dubbio ostile viene quindi alla mente: sono veramente autentiche? Come fu possibile infatti trasportare a Parigi da Sant’Elena e poi pubblicarle in così poco tempo coi mezzi di stampa di allora? Grazie ai documenti dell’enciclopedia Gallica ho rintracciato un volume, pubblicato nel 1921  da M. Méhée de la Touche, che asseriva di essere a Liegi nel 1817 quando lì già circolavano le memorie di Napoleone scritte a Sant’Elena!

Ricordo che Napoleone fu trasferito nell’isola britannica due anni prima, ossia Il 16 ottobre 1815, con la nave da battaglia inglese  Northumberland.

Comunque stiano le cose, val la pena, almeno una volta nella vita, leggere le memorie di quest’uomo, che sopravvisse alle sue vittorie e alle sue sconfitte, attraverso questo manoscritto.

Nella storia è infatti assai raro rilevare manoscritti del genere, che non siano bibbliografie di storici o di fedelissimi di un condottiero, per lo più poi postume.

 

 Resta comunque interessantissimo il testo delle memorie del capitano Edward Matland che con dovizia di particolari illustra per la prima volta, da inglese, un Napoleone umano, catalogandone interessanti connototati., durante tutto il viaggio slla Bellerofonte dal 24 maggio ssino all’8 agosto 1815, pubblicato a Londra nel 1826.

Note del Capitano Edoardo  Maitland

Note del Capitano Edoardo Maitland

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il comandante Maitland trascrive un racconto davvero vividissimo di un Napoleone, pur prigioniero, ma ancora fiero di essere il comandante dei Francesi e che come tale si muoveva, ma con rispetto, nella nave, suscitando altrettanto rispetto da parte di tutto l’equipaggio inglese.

testo delle memorie.

Nel salire di primissimo mattino a bordo del Bellerofonte, non gli fu concesso non gli si resero gli onori che ricevono le persone di rango, per non aver il comandante ricevuto in tal senso nessuna direttiva dall’ammiragliato inglese, scusandosi con N. del fatto che sui vascelli inglesi gli onori non si rendevano che dopo le otto del mattino sino al tramontar del sole.

Appena a bordo del Bellerofonte, N. espresse il desiderio di vedere gli ufficiali e il capitano descrive di averglierli presentati per nome e per grado.

N. li intrattenne con essi, facendo domande sul loro paese, sui anni di servizio, sul loro impiego nel vascello.

N. a bordo si mostrò estremamente tranquillo, non conoscendo ancora la meta di destinazione.

Allorquando gli fu comunicato che era diretto a S.Elena, mostrò una stupefacente fermezza. Il comandante infatti descrive di essersi reso conto che N. avrebbe potuto reagire con profonda amarezza e depressione, istruendo tutto l’equipaggio in tal senso, ma rimase sorpreso invece nel vedere N. estremamente ottimista forse nei riguardi della compassione che Gli inglesi avrebbero potuto in seguito affidargli.

Una sola frase durante il viaggio: “Io non andrò a Sant’Elena!”.

“Per una puerile metamorfosi, l’ex-imperatore era tornato ad essere il generale Bonaparte”.

Nella bibblioteca del principe Lucchesi Palli di Palermo sono presenti i Memoriali di S.elena scritti da Walter Scott e dal conte di las Casas  tradotti in Italiano per l’edizione siciliana del1833:

memoriali di s_elena ed siciliana

 

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