Genesi del Calcolo Differenziale

TESTATA_ESTERNA_DEFINITIVA

Nel pubblicare questo manualetto, mi sono apprestato ad indicare al lettore di fare molta attenzione nell’accettare “verità” matematiche, che spesso vengono riportate in modo riveduto e corretto, dimenticando o peggio travisandone la genesi e la ratio.

Partendo dall’esempio del Teorema di Pitagora, di cui ho ripescato la vera genesi, stesso percorso conviene fare per ogni ambito del sapere.

Per questa ragione, da ingegnere, ho rintracciato la genesi del calcolo differenziale, di quello infinitesimale e quindi delle derivate parziali, di quello matriciale, della composizione di due vettori con la regola del parallelogramma, del teorema di Carnot, tutte cose riconducibili ad uno strumento di calcolo molto antico, che precede il calcolo differenziale: le serie di potenze, la cui origine è misteriosa.

Come unico principio della conoscenza appare ben chiaro quello della osservabilità attraverso la differenziabilità.

Esso mette in luce la relatività di tutte le osservazioni e di tutte le misure effettuate nei vari sistemi di riferimento, mentre esalta l’esistenza di enti geometrici invarianti rispetto al cambio di base di riferimento.

Il salto per passare dal mondo della geometria a quello della fisica è breve: ci pensò nel 1905 il giovane ventiseienne Albert Einstein con la sua “Relatività Ristretta”.

Ecco la recenzione del volumetto pubblicato:   “Genesi del Calcolo Differenziale”

 

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