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In onore di Vincenzo Franciosi

Grazie ai documenti  presenti nel sito http://www.scienzadellecostruzioni.co.uk/  a cura del Prof. Claudio Franciosi, è possibile accedere a moltissime opere scientifiche relative a temi di meccanica del continuo, scienza delle costruzionI, resistenza dei materiali e dinamica delle strutture.

Tra tutte spicca la figura di Vincenzo Franciosi, padre del prof. Claudio, doverosamente e sufficientemente descrittadal Prof. E. Benvenuto in:

Vincenzo Franciosi e la Scienza delle Costruzioni –

Giornata di Studio in Memoria del Prof. Vincenzo Franciosi –

14. Novembre 2015 by renatocappellani
Categories: Bibblioteche, INGEGNERIA | Commenti disabilitati su In onore di Vincenzo Franciosi

OPERE LETTERARIE

Opere letterarie storiche dall’Abruzzo è disponibile la lettura di svariate opere letterarie storiche di autori italiani, ma anche alcuni stranieri, quali:

Darwin Charles – Diario di un naturalista giramondo
Darwin Charles – Gli effetti della fecondazione incrociata
Darwin Charles – Il potere di movimento nelle piante
Darwin Charles – I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti
Darwin Charles – L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto col sesso
Darwin Charles – La formazione della terra vegetale per l’azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi
Darwin Charles – L’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali
Darwin Charles – Le diverse forme dei fiori in piante della stessa specie
Darwin Charles – Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza
Darwin Charles – Sulla struttura e distribuzione dei banchi di corallo e delle isole madreporiche
Darwin Charles – Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico

Descartes René – Discorso sul metodo

 Engels Friedrich e Karl Marx – Il Manifesto del Partito Comunista

Erasmo da Rotterdam – Elogio della Follia

 

Si ritrovano poi riferimenti a testi, oggi definibili davvero incredibili, ma che ai tempi rappresentavano norme di riferimento, quali:

Mastro Titta il boia di Roma Memorie di un carnefice scritte da lui stesso

Beccaria Cesare – Dei delitti e delle pene

Bouvier Jean Baptiste – Venere ed Imene al tribunale della penitenza: manuale dei confessori

Altre opere, ai tempi ritenute blasfeme, oggi potrebbero apparire di attualità, quali:

Emilio Bossi (Milesbo) – Gesù Cristo non è mai esistito

14. Novembre 2015 by renatocappellani
Categories: Bibblioteche, Letteratura, Storia | Commenti disabilitati su OPERE LETTERARIE

MATHEMATICA ITALIANA

La scuola Normale Superiore mette a disposizione svariati volumi di matematica, scansionati in pd come ad esempio le opera omnia dei Grandi,

oppure le Lezioni di calcolo differenziale assoluto di Tullio Levi Civita

In generale l’accesso alla pagina principale è il seguente: http://mathematica.sns.it/

 

21. Ottobre 2015 by renatocappellani
Categories: Matematica | Commenti disabilitati su MATHEMATICA ITALIANA

Visita a Cracovia a casa del prof. Wojciech Narebski.

13 luglio 2015 – Cracovia

Sono arrivato ieri a Cracovia fondamentalmente per conoscere di presenza il prof. Wojciech Narebski, dopo averlo descritto nel mio blog.

Mi sembrava un dovere morale, da italiano, andare a dire grazie a chi ha partecipato all’esodo polacco guidato dal generale Anders, conclusosi con la liberazione dell’Abbazia di Montecassino di molte altre città, tra cui Bologna.

Sarebbe stato un grande onore stringere la mano a questo signore e rubargli un pò della sua fiamma spirituale prima che si spenga, per testimoniare ad altri che non lo sappiano, cosa sia l’eroismo, il vero amore per la Patria e per la Libertà.

Chiedo all’impiegata della reception del mio hotel se vuole farmi una cortesia, in cambio di un regalino.

 

Alza lo sguardo dalle sue carte e appare uno sguardo strananente sorridente ed incuriosito: “ un regalino non si rifiuta mai!”, mi risponde.

 

Le dico che voglio conoscere di persona il prof. Wojciech Narebski, ma non conosco l’indirizzo.

Le spiego chi è questo professore e la ragazza, che si presenta come Agata, mi osserva incuriosita ma sorridente e mi dice solo che cercherà informazioni.

 

14 luglio 2015 – ore 08:00

Sono nella sala ristorante a fare la prima colazione.

Improvvisamente viene un cameriere dell’hotel e mi fa capire in polacco che qualcuno vuole parlarmi al telefono.

Mi affretto e vado alla reception in cui l’impiegata di turno mi passa l’apparecchio telefonico.

E’ il prof. Wojciech Narebski in persona che, in perfetto italiano, si presenta e mi dice di essere disponibile a ricevermi, non prima delle 14, perché alle 12 deve andare dal fisioterapista.

Colto di sorpresa rispondo solo di essere onorato per quell’invito e conveniamo per le ore 14.

Un taxi mi porta nel suo alloggio e suono il pulsante del suo “domòfono” (citofono) e subito lui mi risponde e dice di salire.

WN2

Mi apre la porta un uomo dall’aspetto estremamente giovanile, che con disarmante gentilezza mi fa accomodare nel suo studio.

Mi offre dei lamponi e dell’acqua minerale, a dir sua molto benefica.

Mi complimento per il suo perfetto italiano, ma lui si schernisce con un sorriso, dicendo che conosce e scrive in lingua russa, oltre che tedesca ed inglese. C’è da credergli di sicuro, dal momento che è testimone vivente dell’esodo dei soldati del generale Anders che dalla Russia, passando per l’Iran, Palestina ed Egitto, vennero a liberare l’Italia dalla linea gotica nazista.

Subito si siede al computer, che manovra con destrezza, e mi fa vedere alcune foto di suoi compagni ancora viventi e mi accenna alle commemorazioni che si effettueranno in Italia il prossimo 2 novembre.

Parliamo dell’orso Wojtek e lui mi dice di un monumento ancora da costruire sull’orso a Edimburgo, mentre a Cracovia lo hanno da tempo già eretto.

Discorriamo della storia del Generale Anders, guardano i filmati su internet.

Dopo un’oretta di conversazione decido di andar via per non stancarlo: questo piccolo grande eroe ha compiuto da poco i 90 anni, a dispetto della sua vivacità di pensiero e di intelligenza e di memoria.

Essere eroi quasi sempre significa essere persone normali, compiere gesta e sacrifici sorprendenti con normalità e semplicità.

Questo è sicuramente il vero grande insegnamento.

La sera chiamo la ragazza per ringraziarLa vivamente, dicendole che il regalino se lo è meritato davvero!.

Agata mi risponde che non vuole nessun regalo, ha capito le mie intenzioni e si è commossa.

Al contrario di molti giovani polacchi, poco interessati alla gloriosa storia della Polonia, lei mi appare diversa..

Agàta mi dice che ha semplicemente telefonato a Varsavia, ad un’associazione di cui il professore è presidente.

Lì le hanno risposto che a loro il mio mome e cognome era noto e mi attendevano!

Ma io davvero non conosco proprio nessuno a Varsavia!

Direi che il fatto, se non fosse realmente accaduto, apparirebbe quanto meno surreale e fantascientifico.

Comunque non so darne alcuna spiegazione razionale.

Forse “qualcuno” mi aspettava davvero…..

WN1

 Il professore parla poi di Casamassima in provincia di Bari, altro nobile capitolo che merita un discorso a parte.

 

 

 

 

23. Luglio 2015 by renatocappellani
Categories: Storia, Università | 2 comments

Alternativa alla lingua inglese? Latino sine flexione o anche Interlingua

LATINO SINE FLEXIONE

Il grande matematico torinese Giuseppe Peano, nel 1903, sentendo l’esigenza di comunicare col mondo scientifico in una lingua già utilizzata dai grandi matematici del passato come Leonard Euler e La Grange, propose un latino semplificato, rinunciando cioè alle desinenze.

Peano produsse per l’occasione questo documento che viene riprodotto qui:

https://it.wikisource.org/wiki/Il_latino_quale_lingua_ausiliare_internazionale

Alla lettura, questa lingua risulta molto più comprensibile dell’esperanto, in quanto non è frutto di un compromesso linguistico, ma una esemplificazione della lingua latina.

 

INTERLINGUA

In epoca successiva fu codificata un’altra lingua, detta Interlingua, molto appoggiata negli ambienti neolatini americani.

Chi fosse interessato, può accedere al sito dell’Unione Mondiale per Interlingua, con informazioni sulla lingua ausiliaria internazionale chiamata interlingua.

Si propone qui un corso di base di Interlingua completo, scaricabile da queste pagine:

 corso di interlingua

20. Giugno 2015 by renatocappellani
Categories: lingua latina, lingue artificiali, logica matemaica, Matematica | 2 comments

A proposito di lavoro sporco…

“Za naszą i waszą wolność my żołnierze polscy oddaliśmy Bogu ducha, ciało ziemi włoskiej, a serca Polsce”

Lavoro sporco?

Anders ignorato dagli Inglesi e dagli Americani finita la guerra?

BandieraMontecassino

Ecco la prova evidente: la bandiera polacca sulle rovine di Montecassino!

Lavoro sporco: corpo a corpo contro i paracadutisti nazisti, effettuato dopo il bombardamento americano, sino a farli fuggire. Lavoro che nè americani, nè inglesi volevano e sapevano fare! Lavoro sporco certo sì per loro, ma non per questi eroi senza più Patria, che considerarono loro Patria la nostra Italia!

 

Avevo costruito nella mia mente una strana congettura, dopo aver visto nella mappa il tragitto di quel popolo di polacchi, liberati da Stalin, che poco prima aveva, prima sterminato a Katyn, e poi deportato nei gulash sovietici, uomini, donne, bambini!

Andders_mappa

Qualcosa non mi tornava e alla fine ho rintracciato un filmato polacco grazie a youtube: vi invito a guardarlo dall’inizio alla fine.

Mi son permesso di estrarre alcuni fotogrammi da questo filmato, che inserisco qui, dato che possono sfuggire durante la riproduzione del filmato e che ritengo assolutamente significativi.

Se infatti è vero che le parole o i resoconti di terza mano possono deformare la verità dei fatti, nella fattispecie della Storia, i filmati riportano fotogrammi che parlano da soli!

Sul web inoltre esiste un numero quasi infinito di materiale che riguarda gli eroici Polacchi guidati dal Generale W. Anders

Il Generale aveva poi sposato una donna polacca incontrata in quell’impresa,

Irena Renata Anders, in arte Renata Bogdanska, che recitò con De Sica in:

“Lo sconosciuto di San Marino”:

Riporto quindi questi fotogrammi, senza aggiungere nulla di mio: essi parlano da soli.

Ecco, giudicate Voi se quest’uomo ed i suoi uomini abbiano o meno eseguito un lavoro sporco!

Magari quello sporco lo fecero Hitler, Stalin, e in alcuni casi, anche gli Alleati...

 

Iniziamo con questo brano di filmato:

Angels TRATTA alla pari con Stalin la liberazione di un intero popolo prigioniero nei gulash.

 L’Esodo “bibblico” inizierà nel 1941 e terminerà nel 1944 a Montecassino.

Successivamente verranno liberate varie città italiane, inclusa Bologna.

I polacchi, invisi ai russi, salperanno con il loro orso buono sino ad Edimburgo in Scozia.

Ed ecco i fotogrammi che parlano da soli, a giudicare se Anders fosse visto come un esecutore di lavori sporchi o meno!

Andders21Con Stalin.

 

Andders53ReGiorgio6Re Giorgio VI° si incontra col Generale che ha liberato Perugia!

Andders54Americani

Andders55ChurchillAnders a colloquio con il premier inglese Churchill.

Andders56PioXIIcon il papa Pio XII°

Andders57Bologna

Impronta indelebile su Bologna.

Andders58BolognaLiberazione di Bologna.

Andders61Andders62Andders63PioXIIAndders64RenataAndders65AnnaMariaEsule a Londra, con la moglie Irena, la figlia Anna Maria, il cane e la bambola.

Andders66Kennedy

Col Presidente USA John F. Kennedy

Andders67Andders68katynPresenzia la commemorazione dell’eccidio di Katyn.

Andders74PapaWpitylaPapa Woityla alla sua tomba.

Andders71funeraleAndders72sepolturaAndders73sepolturaAndders75OrsoAndders64Renata

Andders34Andders33Andders32Andders31Andders30Andders28Andders27Andders26Andders24Andders23Andders22

Andders-1

Andders6Andders9Andders12Andders14Andders15Andders17

 

Col famoso Maresciallo Pilsudski

 

Andders18Andders19

montecassino8montecassino7Andders3montecassino4montecassino2montecassino3montecassino6Andders0montecassino0I suoi Mille caduti a Montecassino.

montecassino13montecassino12montecassino11Ecco il filmato del 23 maggio 1970 Montecassino, in occasione della sua sepoltura:

Cerimonia celebrativa con parata militare polacca a Pedimonte San Germano.

Doveroso è però ricordare gli italiani, come il bergamasco Francesco Nullo, che morirono combattendo nel 1863 per la libertà della Polonia contro la Russia:

FrancescoNullo

 I Polacchi lo fecero eroe generale e Generale, patrono del 50°  reggimento fucilieri. Paradossalmente nel 1939 Galeazzo Ciano andò a Varsavia a scoprire il busto eretto in suo onore, in “una Polonia libera e solida..”, salvo essere occupat qualche mese dopo dai Tedeschi!

29. Aprile 2015 by renatocappellani
Categories: Storia | 1 comment

Il grande Wojtek, l’orso più buono del mondo

 

wojtek0

La storia dell’orso più buono, arruolato nella 2^ armata polacca da cucciolo, rimasto orfano in Persia, fu regalato a una bimba, Irena, reduce dei gulag siberiani.

Seguì i soldati del generale Anders sino a Montecassino.

Alla fine della guerra, fu consegnato allo zoo di Edimburgo e morì  nel il 2 dicembre 1963, a 22 anni, di cui 5 passati nell’esercito. 

Il professore emerito Wojciech Narebski, arruolatosi a 16 anni nell’esercito polacco, lo ricorda in questo film.

Wojtek1Lo soprannominarono il piccolo Wojtek, vista la sua tenera età.

wojtek2

Il professor Narębski, scienziato di fama internazionale e professore emerito della prestigiosa Università Jagellonica di Cracovia, è oggi, a 90 anni appena compiuti, l’ultimo della 22/a compagnia trasporti.

Il film, pur in lingua polacca, riesce a evocare la storia, densa com’è di grandi emozioni.

Qui un filmato in lingua inglese, con alcune scene di lotta e di box con i suoi amici soldati:

Ecco l’incredibile itinerario che fece Wojtek, da Buzuluk ad Edimburgo: mappa

Esiste nel web un sito a lui interamente dedicato:

   http://www.wojtekfilm.com/large/index.html

I polacchi scozzesi lo hanno ricordato con un memoriale:

al suono della cornamusa, l’inno polacco e, al posto di un fiore, ognuno ha portato un orsacchiotto di pezza

http://en.wikipedia.org/wiki/Wojtek_%28bear%29#/media/File:Wojtek_soldier_bear.svg

28. Aprile 2015 by renatocappellani
Categories: Politica, Storia, Università | 1 comment

Un pò di rispetto e di verità.

Un pò di rispetto e di verità.

Al di là delle opportunità contingentali che avranno indotto l’UE ad affidare compiti prestigiosi a Tusk, resta il fatto che il Presidente Crocetta sicuramente conosce benissimo la storia d’Italia e della Polonia.
passo n. 1:

Il re polacco Giovanni III Sobieski pone fine all’assedio di Vienna del 12 settembre 1683 ad opera dei Turchi;
diversamente essi avrebbero cambiato il volto tutta l’Europa, dopo averla resa islamica come un immenso kossovo.
30’000 Polacchi contro 140’000 Ottomani!

passo n. 2:

l’eroico generale Jan Henryk Dąbrowski nel 1807 arriva dalla Polonia, già smembrata due anni prima da Austria, Prussia e Russia, in soccorso di Napoleone Bonaparte nella sua Campagna d’Italia!
I soldati polacchi in terra italiana incitano poi il loro eroe generale a lanciarsi “dalla terra italiana alla Polonia”, come recita l’inno nazionale Polacco!
Stranamente, unico caso al mondo, l’inno nazionale italiano e quello polacco citano a vicenda le due nazioni in guerra contro l’usurpatore.Quello del Mameli cita:
“già l’Aquila d’Austria le penne ha perdute, già il sangue d’Italia e il sangue polacco bevè col cosacco ma il cor le bruciò”.Presidente Crocetta: dovrebbe obbligare tutti i Suoi sudditi a leggere i versi dei due inni nazionali: è semplicemente un condensato di storia e di vero eroismo.

Passo n. 3:

il generale polacco Józef Antoni Poniatowski soccorre Napoleone nella campagna di Russia con circa 100’000 uomini!

Passo n.4:

aprile 1944, dopo gli estenuanti insuccessi a Montecassino, lungo la linea Gustav, in cui gli Alleati persero migliaia di uomini senza riuscire a sopraffare i paracadutisti tedeschi, veri specialisti della guerra, il generale Anders chiese ed ottenne uomini speciali, nelle cui vene scorresse sangue e non acqua: 51.9642 soldati polacchi + 1200 muli ciprioti.
Alla conta mancavano stranamente 10’000 ufficiali polacchi: Stalin li fece massacrare a Katyn!.

Solo il sacrificio umano di questi polacchi, spinti dall’odio contro i nazisti e i comunisti, riuscì a sopraffare i tedeschi che il 18 maggio improvvisamente si ritirarono.
Dopo qualche anno la fine del conflitto mondiale ai piedi del “Monte Calvario”, dove tanto sangue fu versato, fu costruito un grandissimo cimitero per i 1200 soldati polacchi là caduti.
Sulla cima fu eretto un obelisco sul quale una scritta tutt’oggi recita queste tristi e toccanti parole:
Polacchi_MonteCalvo

“Per la nostra e la vostra libertà noi soldati polacchi demmo l’anima a Dio, i corpi alla terra d’Italia, alla Polonia i cuori”.

La vita di Woityla.. Tutti la conosciamo..

Signor Presidente Crocetta, Lei che è un Eroe Antimafia, che gode del mio massimo rispetto, sa benissimo queste cose, vero?
E allora, in un’Europa smidollata, con un’America indifferente e un Putin assetato di territori, una Turchia che rinnega l’evidenza l’evidenza della Storia, che forse finanzia l’Isis e che si scaglia contro un Papa credibile, Ella dovrebbe ordinare una tonnellata di ottimo aceto e far costruire una fontana all’uscio del palazzo dei Normanni, per permettere a tutti coloro che intendessero parlare a sproposito dei Polacchi, di sciacquarsi la bocca prima di parlare contro di essi.
E’ infatti più probabile che al mite Tusk venga qualche idea razionale, piuttosto che non ai Suoi colleghi di Roma o di Strasburgo.
Mi dispiace, ma qui è la Storia che parla incontestabilmente, e ci sono troppe lapidi che non possono essere ignorate o manipolate.

Leggete attentamente la storia del generale polacco Anders su wikipedia, soprattutto come venne ignorato, per le vostre stupide ragioni politiche, dal presidente della repubblica italiana, e come vennero ignorati dagli inglesi i suoi eroici soldati, preferendo fare gli onori militari a quelli dell’armata sovietica!

Anders, rifiutato dalla Polonia comunista, visse e morì a Londra, ma volle essere sepolto nel cimitero militare polacco di Montecassino.

23. Aprile 2015 by renatocappellani
Categories: Storia | 1 comment

Dio e la Conoscenza

Dio e la conoscenza.

 Fautori e detrattori dell’esistenza di Dio si affannano nel loro intento per formulare prove e contro-prove, dimenticando forse quello che già gli antichi filosofi avevano affermato con l’esclusivo utilizzo della logica.

 

Assisto oggi all’estenuante presa di posizione pro o contro l’esistenza di Dio, a volte con l’utilizzo disinvolto di paradossi, sino ad arrivare a quello del “Tacchino induttivista”, tanto caro a Bertrand Russell.

 

Mi riferisco ad esempio al principio antropico, nelle sue duplici versioni: forte e debole.

 

Altra tecnica spesso utilizzata sin dagli albori della Chiesa Romana è quella di attribuire a Dio fenomeni umanamente inspiegabili in quel dato momento storico.

 

Tra tutti: la difesa del geocentrismo, l’eliocentrismo poi, o in generale l’incapacità di attribuire al naturale percorso evoluzionistico la realizzazione della prima cellula vivente, ecc.

 

La Storia insegna che questi atteggiamenti, a volte hanno avuto successo, altre volte proprio no, come nel caso del nostro Galileo Galilei, o del polacco Mikołaj Kopernik.

Spesso l’esaltazione delle proprie ragioni giunge a rinnegare verità storiche, come ad esempio l’esistenza del biochimico russo Aleksandr Ivanovič Oparin, che nel secolo scorso, utlilizzando scariche elettriche su brodi molecolari, produsse svariati esperimenti finalizzati a dimostrare, secondo la sua teoria dell’evoluzione chimica, che molecole organiche si organizzavano in sistemi “coacervati”, precursori di quelli cellulari e quindi della vita.

Recentemente giovani sperimentatori italiani avrebbero ottenuto lo stesso risultato, arrogandosi a sè il merito della scoperta e ignorando però l’esistenza dell’Oparin e dei suoi studi.

Il classico atteggiamento di chi tifa pro o contro l’origine divina della vita è quello di ignorare gli studi dell’avversario, o di verificarne sperimentalmente la validità.

Basterebbe infatti riproporre gli esperimenti effettuati dall’Oparin per attestarne o meno la loro veridicità, effettuati come furono in epoca stalinista sotto il regime comunista.

Non sarà però la lunghezza della catena delle successioni di causa-effetto, che compone un processo evoluzionistico spazio-temporale a decidere se la presenza della vita sulla Terra sia dovuta alle necessità dettate dal 2° principio della termodinamica, o dal Caso, o da volontà Divina.

Limitarsi a esprimere giudizi affrettati, considerando archi spazio-temporali lunghi o  brevi secondo la rappresentazione mentale che ne fa la mente, sarebbe fallace, in quanto Dio può non essere asservito all’architettura mentale umana e godere di architetture perfette inimmaginabili.

La Genesi indica che l’Uomo fu creato ad immagine e somiglianza con Dio, ma l’Uomo non è un dio e, in quanto creatura, ha un’architettura mentale non sopraffina come quella divina!

Prova ne sia, ad esempio, che certi interventi divini “miracolosi” ci appaiono fuori da ogni logica o previsione, tanto da indurre lo stesso Pauli a cercare un dialogo con lo psicanalista Jung, in merito alla composizione della teoria delle sincronicità, per giustificare la presenza di molti fenomeni che si manifestavano in modo acasuale, come le cosiddette coincidenze spazio-temporali, eventi ce si verificano in apparente assenza di un contesto logico e si mostrano alla conoscenza umana, al di fuori del contesto indicato dal principio di Causalità.

La disputa consisterebbe allora semplicisticamente nello schierarsi su interventi Divini improvvisi, o programmati a lungo termine; ma la sostanza delle cose non cambia, atteso che l’intervento divino agisca al di fuori del tempo e dello spazio!

Il mio punto di vista è allora abbastanza semplice.

 Dimostrare l’esistenza di un Quid presuppone la possibilità di poterlo “conoscere”.

Diversamente si rischia di dimostrare qualcosa che non esiste, proprio appellandosi al principio antropico.

Ma cosa è la Conoscenza? In cosa consiste il procedimento del conoscere?

Queste domande appartengono alla sfera della logica e quindi è leggittimo e nel contempo obbligatorio darne una risposta, specie se il Quid oggetto della conoscenza è proprio Dio!

Atteso che i principi sono proposizioni logiche accettate aprioristicamente e quindi indimostrabili, essi appartengono alla sfera delle certezze antropiche, in quanto l’Universo, per esistere, non ha certo bisogno dei nostri principii o delle nostre astrazioni mentali (semmai è proprio il contrario: è l’uomo, in quanto immerso nell’Universo, ad essere obbligato a seguire le sue leggi..!).

Viceversa, l’uomo spesso crea entità o principi fisici per propria incapacità di conoscenza diretta dell’Universo, incapacità mentale e anche sensoriale.

Vale tra tutti la percezione sensoriale che l’Uomo ha del campo di gravità, non essendo il suo apparato sensoriale in grado di cogliere il campo gravitazionale come effetto di curvature dello spazio-tempo dovute alla presenza di materia.

Financo il concetto di tempo reale è spesso assurto a grandezza fisica, quando invece, e tutti possono verificarlo, non esiste alcuno strumento al mondo in grado di misurare il tempo: di esso se ne fanno comparazioni di cicli, a partire da quelli astronomici, a cui si riferiscono i nostri cicli psicologici o sociali, per finire a quelli delle oscillazioni di atomi di Cesio.

L’orologio quindi non è uno strumento che misura il tempo, ma un comparatore di cicli.

Viceversa, l’ambiente culturale, compreso quello scientifico corrente, non fa un buon servizio quando introduce modelli matematici, concetti, grandezze e leggi, spesso frutto di ragionamenti teorici o teorie antropiche, che poco potrebbero avere a che fare con l’autentica essenza dell’Universo.

 Conviene allora limitare le nostre certezze a quello che i soli strumenti della logica, uniti alla sistematicità dei risultati ottenuti col metodo sperimentale, riescono a fornirci.

E’ allora possibile affermare che l’unico strumento di conoscenza sia derivato da quello che chiamo: “principio di differenziazione”, secondo cui un oggetto è conoscibile se e solo se esso è differenziabile, o meglio se le misure di esso possono essere eseguite in due distinti stati.

Questo principio trova sovrana applicazione nel calcolo differenziale, che governa tutta la matematica da sempre.

Per conoscere una grandezza, occorre infatti effettuare almeno un paio di misure dei suoi attributi e farne il confronto e, nel caso di grandezze fisiche, il confronto è dato dalla differenza tra le due, che in analisi è detta “differenziale”.

 

Grandezze indifferenziabili, nel tempo o nello spazio non sono quindi conoscibili, salvo appellarsi a strumenti di conoscenza ascientifici, quali l’intuizione diretta..

Sorgerebbe poi il discorso discriminatorio tra misure dirette o indirette, ma la sostanza del ragionamento non cambia.

 

Orbene, per tradizione storica e per logica, non è dato all’Uomo il privilegio di conoscere direttamente Dio.

Può valere, come esempio di oggetto non conoscibile, un oggetto che si manifesti sempre con la stessa immagine, da qualsiasi punto di osservazione, sia spaziale che temporale.

Una stella lontana, ad esempio, appare fissa e, ad occhio nudo, alcuna differenziazione di essa  può essere eseguita. Pertanto essa di fatto non è conoscibile.

La differenziabilità può essere realizzata tramite un artificio mentale umano, o creato dall’oggetto stesso che si manifesti diversamente con lo scorrere del tempo e dello spazio. Come esempio si potrebbero citare le Pulsar.

 

L’uomo, da solo non è in grado di differenziare Dio, quindi non lo può conoscere.

I protestanti asseriscono addirittura che l’uomo non può dialogare con Dio, né rivolgersi a Lui tramite la preghiera, perché è solo facoltà di Dio il mostrarsi ad un creatura inferiore.

E’ chiaro poi che “mostrarsi” è un modo per dire “differenziarsi”.

Ma la conoscenza di Dio risulterebbe allora impossibile, se non fosse  Dio stesso a  differenziarsi per noi!

Ma l’auto-differenziazione di Dio è uno strumento di conoscenza che Egli concederebbe all’Uomo?

Se fosse così, questo strumento non sarebbe affidabile, in quanto l’uomo potrebbe confonderlo con un tentativo umano di stabilire la conoscenza, attraverso una differenziazione creata ad hoc.

Affinchè quindi si possa ammettere l’Uomo abbia il potere di conoscere Dio, occorre logicamente dedurre che sia proprio la stessa la natura di Dio ad essere differenziabile e non un semplice atto di benevolenza per mostrarsi all’uomo.

Ecco allora la Trinità apparire come l’apoteosi primordiale di ogni conoscenza, in quanto è proprio l’incarnazione della differenziazione dell’essenza di Dio e non delle sue apparizioni.

 

In termini più semplici, è possibile affermare che se l’essenza del rapporto tra il Creatore e le sue creature intelligenti consiste nella conoscenza reciproca, risulta evidente che Dio deve essere sostanzialmente differenziabile e tale differenziabilità si realizza nella S.S. Trinità.

Il mistero della S.S. Trinità assume allora un significato logico, ovvero è una necessità.

 

Accettata questa idea, è facile poi dedurre perché trattasi di 3 persone e non 2 o 4!

Se fossero solo 2 persone, la differenziazione sarebbe totalmente simmetrica e quindi le due Persone sarebbero assolutamente identiche e mutuamente indifferenziabili, il chè non avrebbe alcun senso.

In altri termini, un Ente siffatto sarebbe dotato di un’unica autodifferenziazione, che non giustificherebbe l’azione creatrice continua, potendosi limitare ad un’autocoscienza oscillante tra due poli.

La differenziazione a 3, consente di effettuare il minimo di distinte misure a 2 a 2, in cui alla parola “misura” si deve dare ovviamente il significato di “tipo di conoscenza non semplicemente simmetrica”. Potremmo persino osare di avanzare la congettura che l’aspetto trinitario rappresenti una base preferenziale di rappresentazione divina e che le 3 Persone ne incarnino gli autovalori, nulla togliendo quindi all’aspetto unitario di Dio.

Un Ente sì fatto giustificherebbe invece l’azione creatrice continua, in quanto la trinità consente due prerogative logiche:

– la creatività continua e la determinazione di una direzione degli eventi.

Risulterebbe pertanto logico che Dio, manifestandosi come trino, indichi all’Uomo la chiave di lettura, ovvero l’essenza del meccanismo della conoscenza: l’operazione di differenziazione in più dimensioni, che in analisi matematica viene effettuata col differenziale totale di un vettore, il cui modulo deve restare invariante rispetto a qualsiasi base di rappresentazione. Questo è in ultima analisi il messaggio fondamentale che il Verbo indica all’Uomo per iniziarlo alla conoscenza divina.

Questa essenza divina trina costituisce il motore dell’intima autocoscienza divina e della emanazione creatrice. La natura trina di Dio assurge poi a valenza di strumento divino di auto-conoscenza, operazione che rende Dio vivo e non macchina perfetta senza intelligenza, entità suprema spesso evocata da alcuni scienziati atei, che asseriscono che nulla debba esistere al di fuori dell’Universo, ponendosi di fatto nel versante degli anticreazionisti.

Risulta pertanto “logicamente necessario” che la natura Divina sia trina in quanto, in ultima analisi, in assenza di essa, l’Ente Divino non potrebbe essere dotato di intelligenza, nè di capacità di conoscere, riducendosi allora la sua funzione e la sua essenza a quello di mero automa universale.

Ecco, queste mie riflessioni possono benissimo essere considerate “matematiche” più che “filosofiche”, o ancora meglio “fisico-matematiche”, invadendo in modo inequivocabile la sfera del calcolo differenziale assoluto, istituito da Gregorio Ricci Curbastro e, a seguire, il calcolo differenziale finale diLuigi Fantappiè, fervente cattolico.

Interessante è poi ricordarsi del grande matematico Francesco Severi che, nel suo libro “Dalla Scienza alla Fede”, seppe illustrare il suo percorso logico matematico che lo condusse laicamente a Dio.

Renato Cappellani.   16 aprile 2015

16. Aprile 2015 by renatocappellani
Categories: logica matemaica, Matematica | Commenti disabilitati su Dio e la Conoscenza

Breve corso di Javascript

Gli attuali sistemi operativi (windows ecc..) rendono inutilizzabili tutti i programmi precedentemente progettati in DOS, che utilizzano la grafica a bassa risoluzione.

Gli attuali pc, dotati di CPU potentissime multi-core e di altrettanto potenti memorie ram  del resto consentono di utilizzare la grafica ad alta risoluzione, con una programmazione a basso costo.

In pratica: nella maggior parte dei casi correnti, ove la mole di calcolo non sia particolarmente onerosa, nè sia richiesta una particolare precisione numerica, non occorre più l’impiego di programmi compilatori (del tipo Fortran, Pascal, Algol ecc), perchè i browsers attuali ( ovvero i programmi tramite i quali è possibile accedere ad internet, come IEsplorer11, Firefox Mozilla, Chrome, ecc..) ospitano un motore apposito, che consente di interpretare programmi scritti in linguaggio java, javascript, PHP, o C.

Questi programmi, a parte C e javascript, girano solo lato-server, o in una virtual-machine.

Diversamente, solo javascript può girare solo lato-client, ovvero sul pc off-line.

La stragrande maggioranza delle pagine web è progettata in javascript, ospitando pagine notoriamente dedite alla realizzazione di blog, filmati, foto ecc..

Potrebbe per chi non lo sa, risultare sorprendente spingere il browser a comportarsi come un vero e proprio compilatore ed assemblatore di programmi matematici e in generale applicativi.

In questo spazio verranno indicate particolari tecniche di programmazione, certamente utili per chi è avvezzo a sviluppare applicazioni scientifiche, ritenendo più utile indirizzarsi in specifici siti in circolazione sul web, che ospitano corsi di apprendimento gratuiti., per l’utente che, partendo da zero, volesse iniziare ad imparare a programmare.

In quest’intesa, segnalerò genericamente alcune possibilità consentite dal linguaggio javascript, con la riserva mentale di realizzare esempi applicativi, che andranno rilegati in un apposito spazio di questo sito, sotto la voce “Studi Teorici ed Applicativi”, di prossima realizzazione.

Inizio col segnalarvi la novità di un nuovo oggetto programmabile, l’oggetto SET, utilizzabile a partire da IEsplorer11 e Firefox 36.

Esso consente di definire gruppi di dati con estrema facilità, paragonabile in un certo qual modo agli oggetti multi-array, ma soprattutto a JSON.

Oggi mi preme di illustrarvi una tecnica molto interessante, che consente di caricare dinamicamente librerie javascript, in base ad una ben determinata scelta dell’utente.

Notoriamente l’utente, quando programma, progetta il suo programma sorgente riducendolo per lo scopo specifico prefissato, che non contempla quindi la possibilità di sviluppare altri problemi.

In pratica: ad ogni problema si progetta un particolare programma.

Diversmente può risultare interessante progettare un unico programma principale che contenga solo un menù di chiamate a programmi differenti.

Questa tecnica in pratica consiste nel progettare una pagina-indice, atta a richiamare altri programmi di fatto autonomi.

La tecnica che qui intendo illustrare, permette invece di definire un piccolo programma generale, che si automodifichi in base alle richieste dell’utente.

Per fare questo, l’utente, dopo aver realizzato una libreria di funzioni in javascript, residenti su molteplici files, e non in un unico grande file troppo oneroso da trasportare, può richiamare dinamicamente solo quel file esterno che contenga le funzioni javascript atte a risolvere un determinato problema specifico.

Quindi il programma chiamante, di fatto, si automodifica in base alla scelta dell’utente.

Ciò risulta di notevole interesse, perchè la gestione del programma risulta molto leggera e d’altro verso, l’utente deve solo concentrarsi allo sviluppo di una singola funzione applicativa.

Pertanto l’utente potrà riferirsi sempre ad un unico programma in grado di ospitare a comando il file dei dati, scritti in javascript, atti a realizzare l’applicazione desiderata.

Tutto è generato da una funzione “miracolosa” che è capace di sfruttare una particolare peculiarità di javascript, consistente in questo:

Come per tutti i programmi che operino su oggetti (vale per tutti autocad che crea e manipola oggetti grafici in linguaggio auto-lisp), la pagina HTML è costituita da un foglio contenente un data-base di oggetti, ognuno dei quali è identificato da particolari attributi ed è manipolabile attraverso funzioni native del linguaggio.

Ogni istruzione pertanto crea o modifica un insieme di oggetti.

Nel caso in esame, l’utilizzo dell’istruzione “src=libreria.js” serve a caricare sul foglio il file libreria.js residente su disco, contenente funzioni e istruzioni in linguaggio javascript che devono essere utilizzate.

Tale istruzione va inserita in testa al sorgente, nella sezione <HEAD> e resta lì immodificata ed è disponibile attraverso la semplice chiamata delle funzioni contenute in detta libreria; in altri termini: il caricamento è statico, nel senso che esso deve essere previsto e inserito nel sorgente e l’utente può prevederne l’utilizzo.

Esse vengono di fatto caricate in una porzione di memoria per esse concepita..

Per caricamento dinamico di librerie si intende manipolare questa zona di memoria, contemplando la possibilità che l’utente possa inserire un evento, tramite il quale stabilire il nome della libreria esterna e quindi caricarla in memoria per essere poi sfruttata.

Appare quindi evidente il vantaggio di questa possibilità.

Nel sito è stata sistemata una piattaforma grafica universale, tramite la quale l’utente può caricare dinamicamente la propria libreria, assegnando al file che la contiene l’estensione “.lib”.

La libreria può contenere tutte le function progettate dall’utente in javascript e alla fine il programma principale deve essere eseguito con un’unica chiamata di una function che deve avere il nome:   function disegno() {……}

Il programma allora ne effettua l’updown ed esegue la funzione disegno()

L’utente potrà costruirsi in javascript tutte le funzioni che vuole, comprese quelle in SVG.

Per praticità la piattaforma interpreta già alcune funzioni SVG native, sufficienti a generare

qualsiasi disegno in SVG.

 

 

 

24. Marzo 2015 by renatocappellani
Categories: Javascript | Commenti disabilitati su Breve corso di Javascript

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